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T RICASETEATROStagione di prosa 2008 In cartellone 5 grandi spettacoli teatrali |
![]() Un vero e proprio colpo di teatro Nessuno immaginava che, in tempi di commissariamento, la città di Tricase avrebbe avuto la sua rassegna teatrale, rassegna promossa dall’Amministrazione Comunale e dal Teatro Pubblico Pugliese, di grande qualità ed interesse culturale. Allo stupore, appena appresa la notizia, ha fatto seguito l’entusiasmo, per questo segnale importante che riassegna a Tricase il ruolo di caposaldo della cultura provinciale, alla pari con Lecce, Maglie, Gallipoli, Casarano e Nardò. Coloro che hanno volontà e capacità di ricordare rammenteranno che fu grazie all’Amministrazione guidata dal sindaco Antonio Coppola che il Teatro Pubblico Pugliese portò i suoi spettacoli , di grande livello, nella nostra città per la prima volta. L’ultima rassegna due anni fa e, pur consapevole che non sono tempi facili per le economie delle famiglie, spero in un buon successo di pubblico per la rassegna attuale, augurandomi che il Teatro riesca ancora a trovare spazio e cittadinanza nel divertimentificio aculturale dei nostri giorni. Un sentito grazie va alla dr.ssa Rosa Maria Simone , Commissario Prefettizio,per il coraggio e la sensibilità dimostrata con questa scelta. Ed ora le schede degli spettacoli…da non perdere.
« Intervista al Commissario prefettizio di Tricase » |
Diaghilev / Cantieri Teatrali del Terzo Millennio Brillante e convincente esordio della Rassegna TricaseTeatro con Il berretto a sonagli , derivato dalle novelle “ La verità” e “ Certi obblighi”, rappresentato per la prima volta in lingua italiana nel 1923 a Roma. Tutti i più grandi attori italiani di teatro si sono cimentati nel personaggio di Ciampa , lo scrivano, da Turi Ferro al memorabile Paolo Stoppa , l’unico a recitarlo integralmente , al di là degli interventi operati a suo tempo da Musco; dall’eccelso Salvo Randone al grande Eduardo De Filippo , che ne curò e portò in scena addirittura una versione in napoletano . Flavio Bucci , alla guida della compagnia Diaghilev/ Cantieri Teatrali del Terzo Millennio , nel primo appuntamento della rassegna ha mostrato al pubblico, incantato dalla sua maestria, uno scrivano Ciampa esemplare nel conferire anima al testo e sostanza allo spettacolo. Bucci ha saputo far emergere sulla scena quelle sfumature della personalità dell’uomo pirandelliano che evidenziano i grandi drammi della vita di tutti i giorni, rendendo così un grande, autentico omaggio al teatro del grande commediografo siciliano. Sapiente e preziosa la regia di Nucci Ladogana , che aveva già diretto la compagnia ne “ Il Malato immaginario “ e “ L’Avaro” di Molière negli ultimi anni.
« Intervista con l’attore Renato Campese: "A colazione con il Delegato Spanò" »
Gruppo Abeliano/ Tiberio Fiorilli «Esiste un solo teatro. E ha un unico riferimento: regalare emozioni allo spettatore». Parola di Vito Signorile, grande vecchio del teatro barese e protagonista del lavoro contemporaneo “ Sexyslalom “ , insieme con Tina Tempesta, Pinuccio Sinisi e Rachele Viaggiano. L’attore e direttore artistico del Teatro Abeliano di Bari dà il meglio di sé in un esilarante slalom di situazioni imbarazzanti e paradossali, costellate di intrecci amorosi e stravaganti mascheramenti. L’opera si connota come una vera e propria lente d’ingrandimento sul costume del tradimento, comune agli uomini e alle donne di qualsiasi latitudine.
Teatroscalo/La Pecora Nera Due atti con cui la compagnia Teatroscalo / La Pecora Nera di Modugno sfida le suggestioni che ci ha lasciato l'omonimo film di Rubini con la sua bella passeggera che pianta il fidanzato arrivista e piomba in questa piccola stazione del Sud, sconvolgendo la vita del suo inquilino in divisa, che tra un caffé e il passaggio di un treno merci, in attesa del treno viaggiatori delle sei, scorre il rotocalco, studia l'inglese, parla al telefono con la mamma . Turbata e tormentata la maschera di Flavia, (Annalisa Pellecchia) la bella forestiera che irrompe nel recinto ferroviario. Priva di riguardi e di censura la maschera del suo predatore (Enzo Strippoli) che la inseguirebbe in capo al mondo pur di rimettere la bambola sul sedile della propria auto. Apparentemente vile la maschera del romantico capostazione (Franco Ferrante) che sta al gioco del violento finché l'orgoglio del pugliese che freme di desiderio per la bella non s'inalbera affermando di colpo la forza della sonnacchiosa routine di una stazione che deve aver ragione su tutto, anche sull'amore. Chi ha visto il film di Rubini, riprova le stesse emozioni . Sobriamente elegante la regia di Michele Bia cui sta molto a cuore il teatro verbale e il nostro caro provincialismo.
11 marzo 08 IO, EDUARDO SCARPETTA Laboratori Flegrei
Lo
spettacolo è la storia di una passione, quella per le tele dipinte e i
costumi a quadretti, per le ribalte e le facce truccate. Insomma per il
teatro. E il teatro è stato la vita ed il mondo di Eduardo Scarpetta, un
padre fondatore del teatro napoletano, testimone involontario di
avvenimenti destinati a rimanere scolpiti nelle pagine della storia: la
morte del Pulcinella Antonio Pepito, la creazione di Felice
Scioccammocca, la distruzione del mitico Sancarlino, la nascita dei tre
De Filippo, il passaggio dalle carrozze agli aerei. Le musiche, eccellenti è dir poco, sono di Patrizio Trampetti, fondatore della mitica Nuova Compagnia di Canto Popolare degli anni ’70.
7 Aprile 08 IL SIGNORE VA A CACCIA di G. Feydeau
"Georges Feydeau - scrive il regista Mario Scaccia - è leggero, spiritoso, tocca la radice dei problemi umani; non è un autore disimpegnato, le sue commedie non sono prodotto di consumo perché è vero, invece, che esse disegnano un'epoca e ne colgono i primi elementi disgregatori. L'uomo, si sa, è cacciatore, ed è proprio allo spirito "venatorio" degli uomini che è dedicata l'irresistibile pochade di George Feydeau, "Il signore va a caccia". In scena, nel ruolo del marito-amante di questo sport e non solo, Edoardo Sala (Giustiniano Duchotel), affiancato da Debora Caprioglio (Leontina Duchotel, sua moglie), ed un formidabile Mario Scaccia (en travesti) nel ruolo della tenutaria della casa di piacere, Madame Latour du Nord. A chi gli chiede perché ha riportato in scena , dopo tanto tempo, questo lavoro di Feydeau , il quasi novantenne attore romano risponde :- “ Perché mi sollecita piacevoli ricordi. La rappresentai nel 1956 con la mia prima compagnia, con la regia di Mario Landi giovane regista che avrebbe acquisito fama in televisione.” Con lo stesso entusiasmo di allora , Mario Scaccia, con la Compagnia Molière, aziona , con la sua regia, un meccanismo ad orologeria con tempi perfetti, con continui colpi di scena ,degni di una grande satira di costume.
Pasquale Santoro
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Per ulteriori informazioni: Stagione
Teatrale 2008 di Tricase (sito del comune) |
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